Incontro con Pinuccio Fazio: una lezione di memoria e di legalità per gli studenti.
- 6 mar
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Aggiornamento: 19 mar
Quella sera Rachele ricevette una chiamata da Michele rispose dicendoli di scaldare la pizza e gli disse di avvisare la mamma che stava per rientrare a casa. Lui felice di mangiare la pizza con la sua famiglia a cena la sera alle 22:50 si trovava vicino casa sua e durante una sparatoria tra 2 clan mafiosi venne colpito, da lontano intravide quelli che hanno sparato suo figlio.

L'importanza della testimonianza
Gli alunni delle classi terze della scuola secondaria di primo grado “R. Quarta” e “S. Pertini” hanno partecipato a un intenso incontro con Pinuccio Fazio, padre di Michele Fazio, il ragazzo ucciso dalla mafia a Bari nel 2001.
Durante la testimonianza, Pinuccio Fazio ha ricostruito il contesto mafioso in cui maturò l’omicidio del figlio, condividendo con grande forza e lucidità il dolore vissuto e il percorso che lo ha portato a trasformare quella tragedia in un impegno costante per la diffusione della cultura della legalità e della memoria.
Gli studenti, adeguatamente preparati all’incontro, hanno seguito il racconto con profondo rispetto e attenzione, partecipando con interesse ai momenti di riflessione. Accompagnati da lettere e pensieri di omaggio nei confronti del ragazzo hanno partecipato all'incontro e alla testimonianza con un legame affettivo molto forte.
Testimonianza realizzata per gli studenti di seconda media
L’iniziativa si è rivelata un’importante occasione di educazione civica e di crescita personale, offrendo ai ragazzi una significativa lezione di cittadinanza.
L’incontro ha lasciato un messaggio chiaro: ricordare le vittime innocenti della mafia significa rafforzare l’impegno quotidiano per la legalità e promuovere tra le giovani generazioni la consapevolezza dell’importanza di tenersi lontani da ogni forma di criminalità mafiosa. Un sentito ringraziamento all’Associazione Epokè per aver organizzato e reso possibile questo significativo momento di incontro e riflessione.
Parlare per chi non ha voce
Alla fine della testimonianza Pinuccio con una voce sempre molto commossa ed emozionata per la scelta di parlare ai ragazzi e di non aver paura di arrestarsi di fronte alle difficoltà ha scelto di ricordare un altra vittima della mafia incoraggiando li altri, come Antonella Lopez, a non fermarsi e a credere nella giustizia umana ma anche in quella che ti permette di andare avanti.
































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